Grand Tour

Francesca Campana

 

Grand Tour

a cura di Francesca Campana

Il viaggio in letteratura è un topos molto antico che nella città di Roma ha trovato, tra le altre, la declinazione del viaggio di formazione. Una tradizione culturale e letteraria che, fra il XVII e XVIII secolo, ebbe grande successo fino a raggiungere le proporzioni di una vera e propria moda fra i giovani aristocratici di tutta Europa.

Le Accademie, che da sempre hanno rappresentato i luoghi dove era consentito ad artisti e intellettuali di compiere questo viaggio di conoscenza, ancora oggi, a Roma, rappresentano laboratori di formazione, di scambio e contaminazione fra le differenti discipline.

È da questa tradizione storica, nonché dal presupposto ideologico e formativo del Grand Tour, che prende le mosse l’epos artistico di Aude Fourel, Théodora

Barat, Evangelia Kranioti – attualmente borsiste presso l’Accademia di Francia a Roma, Villa Medici – e José Guerrero – già borsista nel 2015 presso l’Accademia di Spagna.

Nella loro ricerca il reale viene narrato in senso mitologico, sicuri “che […] il mondo gli svelerà una ricchezza infinita di cose da guardare” (1), dalle quali poter attingere per un racconto attento, scrupoloso ed emozionale dei diversi aspetti delle vicende umane, poiché “molta storia passò su questo asfalto /e lungo i muretti di pietra, insensibili al sole d’agosto,/ molta storia”(2).

Ecco dunque i cortometraggi di Aude Fourel, Attraversare Roma (2013) e ST#2 (2012), a metà strada fra documentario e film d’arte, reinterpretazioni che la cineasta francese fa del cinema pasoliniano.

Al centro del suo lavoro vi è un’analisi sul significato più profondo e atavico del movimento, che lega fra loro fotografia, cinema e performance.

In Attraversare Roma, l’artista, camminando per la città, ce ne restituisce una visione intima, filtrata dal suo personale punto di osservazione ed accompagnata da citazioni di chi ne ha già parlato, alcuni versi di Pasolini (Meditazione Orale, 1970) o una canzone di Gabriella Ferri (Sempre, 1973)

Il suo lavoro ST#2 – nel quale viene proiettata sulle spalle di una persona la ripresa in super8 di una donna che cammina per Roma – è una poetica citazione della performance Intellettuale di Fabio Mauri del 1975, presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, nella quale Mauri aveva proiettato sul corpo di Pier Paolo Pasolini il suo film Il Vangelo Secondo Matteo. In entrambi i casi assistiamo alla fisica assunzione su di sé, da parte dell’artista, della responsabilità della propria azione.

Procedendo nel percorso della mostra, troviamo il lavoro multidisciplinare di Théodora Barat, artista francese che propone installazioni, video e fotografie per un’opera in divenire. Un progetto che partendo dallo studio dell’architettura razionalista a Roma, delle strutture realizzate utilizzando il sistema a tubo-giunto di Innocenti, visibili negli sfondi dei film di Fellini, come 8 ½ , nonché dell’architettura degli impianti nucleari italiani in smantellamento, si concretizzerà, nel corso della residenza presso l’Accademia di Francia – Villa Medici, in una serie di sculture collocate nella periferia romana.

Con il film Exotica, Erotica, Etc.( 2015 ) di Evangelia Kranioti, artista e regista greca, prosegue la sezione dedicata alle Accademie straniere a Roma. I protagonisti del suo film sono il capitano greco, Yorgos e una prostituta sudamericana, Sandy, che non incarnano soltanto i personaggi, ma gli archetipi del marinaio e della donna amata che lo aspetta.

Evangelia Kranioti mette in atto un’indagine narrativa sulle varie forme di esilio, migrazione e identità presenti nel mondo contemporaneo. I suoi luoghi evocano transiti perpetui, vite immobilizzate, inchiodate in una realtà drammatica che diventa presto mitologia.

Chiude la sezione José Guerrero, che presenta le sue serie più recenti BRG, Roma e Carrara.

In BRG (2020-2021), l’artista ha realizzato e successivamente fotografato modelli architettonici in miniatura, ispirati ai lavori dell’architetto Luis Barragán. Il dialogo tra luci ed ombre, lega strettamente la serie BRG alla pittura metafisica italiana, dando vita, così, ad un’atmosfera di alto valore poetico.

Con le fotografie delle raccolte Roma e Carrara del 2015, l’artista concentra la sua ricerca intorno alla stratigrafia più nascosta dei luoghi e dei materiali, ed indaga il rapporto tra la realtà, la sua rappresentazione e la nostra percezione, sulla sottile linea tra carattere documentario e astratto della fotografia, tra i limiti del mezzo fotografico e la pittura.

1) Italo Calvino, Palomar, 1983, Mondadori 2020, pp 100.

2) Pier Paolo Pasolini, Meditazione Orale, 1970