Pasolini: Ipotesi di raffigurazione

Nel centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, con questa mostra celebriamo il poliedrico artista attraverso le opere di cinque artisti contemporanei e fotografie d’archivio.  Negli anni Cinquanta appena arrivato a Roma, Pasolini scattava fotografie come sopralluoghi per le case di produzione cinematografiche e registi, fra cui prima di tutto Federico Fellini e il suo aiuto regista William Klein che contemporaneamente lavorava al suo libro capolavoro “Roma”.  Questa esplorazione territoriale viene effettuata e documentata simultaneamente anche da Plinio De Martiis, noto gallerista de “La Tartaruga” di Roma e scopritore di Cy Twombly e Robert Rauschemberg, le cui foto d’archivio esposte in mostra ne sono una testimonianza.  Il tema dei Sopralluoghi è analizzato, in mostra, anche dalle artiste Elisabetta Benassi e Giovanna Silva. Quest’ultima con il suo lavoro sconfina anche nel tema del Fascismo eterno, che al di là di quello storico ben conosciuto in gioventù, è stato teorizzato da Pasolini soprattutto nei suoi ultimi saggi e scritti giornalistici. E a partire dal fascismo eterno il fotografo Pino Musi affronta il tema della Terra di mezzo partendo dalla casa in Via Eufrate, vero spartiacque fra il “mondo di sotto” delle borgate più infami e quello “di sopra” della borghesia più fascista.  L’artista visiva e scrittrice Sabrina Ragucci, in collaborazione con lo scrittore Giorgio Falco, si occupa della tematica del Capovolgimento tra visione e realtà, dove partendo dalle foto di Rebibbia degli anni ’50 [la prima casa di Pasolini a Roma] e ’70 e sino all’ultima serie delle finte fotografie rubate architettata da Pasolini con Dino Pedriali, affronta il tema ripercorrendo una Roma odierna, invernale, malinconica per poi arrivare alla Torre di Chia, ultimo rifugio pasoliniano.  Jacopo Benassi lavora sull’Autorappresentazione, narcisistica tendenza tipica degli ultimi anni di Pasolini, con una serie di suoi autoritratti molto ispirati dall’ultima produzione ‘fotografica’ di Pasolini.  Infine sono presenti fotografie di repertorio dell’archivio di Giuseppe Garrera. La mostra sarà accompagnata da alcuni testi di Pasolini scelti da Andrea Cortellessa e Silvia De Laude, che guideranno gli spettatori in un dialogo continuo fra parole e immagini.

A cura di

Marco Delogu

con la collaborazione di

Andrea Cortellessa e Silvia De Laude

Autori

Elisabetta Benassi, Jacopo Benassi, Plinio De Martiis, Pino Musi, Giovanna Silva, Sabina Ragucci e Giorgio Falco

Archivio

Giuseppe Garrera

Category
Black Room