Mandeep

Filippo Trojano

La terra Pontina ha visto a distanza di ottanta anni due fenomeni migratori di vasta dimensione. Il primo con l’arrivo dei migranti veneti, friulani e marchigiani durante la bonifica degli anni ’30 che ha portato alla costruzione delle città di Latina, Sabaudia e Pontinia e quello dei migranti indiani arrivati negli ultimi 30 anni dal Punjab.

I primi migranti nel tempo hanno riscattato le terre che lavoravano diventandone i proprietari ed ora sfruttano i migranti indiani facendogli lavorare quegli stessi campi. Il radicamento della cultura coloniale e fascista, unito ad una mentalità provinciale tuttora presente non permette di scardinare radicalmente un modo violento di rapportarsi. Nonostante sia presente una convivenza decennale le due comunità viaggiano ancora in parallelo.

Si potrebbe facilmente cadere nell’errore di credere che nulla si stia modificando ma la lenta ribellione dei lavoratori costruita in molti anni insieme ad alcune persone più sensibili sta lentamente cambiando le cose. Ma la vera possibilità di un cambiamento è nella nuove generazioni, in quei giovani che grazie al contatto e confronto quotidiano che avviene all’interno della scuola un giorno sapranno andare oltre e superare dinamiche strutturate da tempo scoprendo una ricchezza profonda

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